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Rivista Sono Romagnolo

La rivista Sono Romagnolo è un progetto editoriale che rispecchia lo spirito della fiera, con approfondimenti su tradizioni, usi e costumi della Romagna, eventi, territorio, enogastronomia, curiosità sulla lingua romagnola e molto altro.
Un prodotto che va di pari passo con la fiera, dedicato a chi:

-    Vuole conoscere tradizioni, usi e costumi della Romagna o approfondirne la conoscenza
-    Desidera restare sempre aggiornato sugli eventi intorno a sé
-    Vuole conoscere le sue eccellenze
-    E’ attratto da curiosità e modi di dire
-    In un unico concetto: ama la terra di Romagna!!!

In ogni numero rubriche fisse su territorio, tradizioni, enogastronomia, eventi, personaggi di Romagna, eccellenze della nostra terra, curiosità sulla nostra lingua.

La rivista viene distribuita in tutte le edicole a giugno (il numero estivo) e a novembre (il numero invernale)
Al magazine (con cadenza semestrale) si affiancano gli aggiornamenti continui attraverso sito web, applicazione e social network.

Paolo Gambi - direttore responsabile
SONO ROMAGNOLO. DIMOSTRAMI IL CONTRARIO
"Difficile oggi trovare un aggettivo che ci possa rappresentare senza che ci metta anche qualche dubbio nell'istante stesso in cui lo pronunciamo. In un mondo che rimescola le identità etniche, ideologiche, religiose e persino sessuali, dire con chiarezza “Io sono” qualcosa sembra diventato un esercizio quasi impossibile in Occidente.
Eppure posso affermare, senza paura di poter essere smentito, “sono romagnolo”. Dimostrami il contrario se ne sei capace. Perché per quanto il mondo vada in direzioni strane la Romagna è tutta un'altra cosa. La Romagna ha il buon senso della terra e la prudenza della montagna, la capacità di sognare guardando il mare e la voglia di fare dei vecchi lavoratori. Magari non saremo raffinati come una corte reale francese, ma a noi va bene così. E questo ci salva dalle sofisticherie di questo strano presente.
Ecco perché nell'istante in cui mi è stato proposto di dirigere questa rivista che mette al centro, anzi al di sopra di tutto, l'identità romagnola, il mio “sì” risuonava già nella mia testa ed è finito sulle mie labbra. Per fortuna l'ho tradotto nell'italiano “sì” e non nel romagnolo “se”, perché qualcuno avrebbe potuto pensare che già dall'inizio ponevo delle condizioni.
L'identità romagnola è la cosa più straordinaria che ci sia. È sopravvissuta alla calata dei barbari, ad invasioni e guerre di ogni tipo, alla dominazione pontificia, all'Unità d'Italia e persino al tentativo di unificazione con i territori emiliani. Ora c'è la globalizzazione e ci torna molto utile come un'àncora in un mare tempestoso. Perché la nostra identità è il tesoro che ci hanno dato i nostri nonni e che dovremo riconsegnare ai nostri nipoti. Adattandolo e traducendolo nei linguaggi contemporanei. Vale allora la pena prenderne coscienza, valorizzarla, raccontarla, scriverla e riscriverla, questa nostra identità romagnola.
Tante città, tanti centri, tante belle diverse sfumature di un unico grande cuore. Ravenna, Forlì, Rimini, Cesena, Imola, Faenza e Lugo, per citare quelle che Spallicci chiamava “le sette sorelle romagnole”. Ma un sacco di altri Comuni e paesi che formano la grande galassia romagnola. Che ha dei confini geografici certi e chiari, che ancora il grande geografo Emilio Rosetti aveva tracciato in modo sopraffino più di un secolo fa. Ma che è qualcosa di molto di più. Perché la Romagna, sì, è prima di tutto un luogo geografico. Ma soprattutto, per dirla con uno slogan che parla lingua che piace oggi, “Romagna is a state of mind”.
Allora è straordinariamente divertente ed interessante andare a conoscere le radici di quest'albero da cui siamo germogliati, ma altrettanto gustoso è spaziare fra le sue fronde, con tutto il loro pullulare di eventi, storie, persone e personaggi. E quanti ce ne sono!
È esattamente quello che vogliamo fare con questa rivista. Ci troverete eventi e iniziative, storie e racconti, volti e personaggi.
Perché la Romagna è la più italiana delle regioni, ha dato il sangue per il resto della nazione ed ha sempre fatto la prima della classe fra gli altri territori. Ma non possiamo mai dimenticare che italiani lo siamo tutti, romagnoli siamo solo noi."


Luigi Angelini - amministratore delegato di Media Consulting - proprietario editoriale
Perché una rivista sulla Romagna ?
E il sito internet e l'applicazione quando sul web ci sono già portali, blog e tante altre cose più o meno note?

"Credo che queste siano le domande a cui dobbiamo dare risposta e che, tra l'altro, rendono il nostro progetto unico.
Si parte dall'amore per la nostra terra, la cultura, le tradizioni, la cucina, la storia e tanto altro ancora. Ma il progetto è ambizioso e modulato.
Abbiamo cominciato lo scorso febbraio con una fiera. Ci sembrava una follia, ma alla gente e agli espositori è piaciuta molto e la nostra pagina Facebook è esplosa di incitamento dei visitatori a continuare e fare di più.
Al che abbiamo pensato: “forse allora c'è un vuoto, forse la gente ha bisogno di ritrovarsi nei nostri valori, in qualcosa di cui essere orgogliosi”.
Così è nata anche questa rivista semestrale e, a seguire, un progetto ancora più articolato che prevede tante azioni.
Rivista, lo speciale sulle sagre, il sito internet, applicazioni, pagine social e Fiera, non sono elementi disgiunti, ma tanti tasselli per riunire attorno a un progetto tutti gli amanti della nostra terra.
Non parleremo mai di cronaca o di politica, ma di Plauto, dei mosaici di Ravenna, del ponte di Tiberio. Della ricetta della piadina, del Sangiovese, dei migliori ristoranti, del Savor e della Saba.
Del liscio romagnolo e delle bande di paese.
Della nostra splendida riviera ma anche delle montagne, colline e laghi che rendono il nostro territorio unico.
Il tutto non schiacciandoci su quello che eravamo ma collegandolo a quello che siamo e vogliamo diventare.
Amore si, ma consapevole, maturo e appassionato."
Avete consigli da darci? Mail, telefonate e incontri sono veramente graditi per capire sempre di più e descrivere al meglio la nostra amata Romagna.